Questa canzone di Faber mi ha fatto compagnia in molte occasioni. Mi ha fatto compagnia soprattutto durante le molte ore seduta davanti al pc china sulla mia tastiera nera (cerco di assumere una posizione corretta ma a volte lo dimentico...).
Una frase di questa canzone è scritta anche sulla mia tesi magistrale nella parte riservata ai Ringraziamenti.
Quella tesi piena di sogni e di speranze. "La letteratura lusofona tradotta in Italia: dal 1930 ad oggi".
Ho lottato, come è giusto fare per quello in cui si crede, per avere una tesi che non trattasse dei gesuiti in Brasile (argomento che la mia professoressa amava particolarmente) ma che potesse avere la presunzione di trattare un argomento contemporaneo e di impatto per chi avesse avuto la curiosità di leggerla.
La letteratura lusofona non può e non deve essere chiusa in un determinato periodo storico di risaputo splendore letterario ed economico ma deve essere conosciuta anche per quello che vuole esprimere oggi in un Brasile pieno di contraddizioni, in un Portogallo che da molto tempo ha dimenticato i suoi splendori imperiali ma che continua a possedere una forte dignità culturale e soprattutto in un'Africa post-coloniale (argomento di cui ho trattato nella mia prima tesi) che comincia ad avere le sue prime case editrici e le sue prime pubblicazioni in cui gli scrittori possono finalmente presentare il loro popolo come meglio credono.
La mia discussione è stata più una discussione di speranza che una vera e propria discussione di tesi ma quando ero lì per partire con il mio comizio socio-politico...il professore ha detto che il tempo era scaduto!
Peccato! Sarà per la prossima volta.
Ah, la frase a cui facevo riferimento nella mia tesi era:
"Via del Campo c'è una bambina con le labbra color rugiada, gli occhi grigi come la strada, nascon fiori dove cammina..."
Buona compagnia!
Via del Campo - Faber

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