venerdì 27 gennaio 2012

Poter cambiare.

Da alcuni mesi leggo blog che parlano di "allentare la cinghia" del consumismo (li trovo sempre più spesso nelle mie ricerche mattutine e nel leggerli mi lascio guidare dal caso).
In effetti ho sempre pensato ad una "decrescita felice" del mio comprare, comprare E comprare e da sempre ho applicato la regola del "non buttare nulla".
Ad ogni cambio di stagione presenzio ad un meeting con le mie amiche di una vita dove selezioniamo sacchi di vestiti prima che comincino a fare giri per lo più sconosciuti ed arrivino alla cugina della cugina della cugina della vicina di casa. I miei migliori vestiti sono sono stati scelti in quelle occasioni ed ancora oggi ho problemi a staccarmene e rintrodurli nella catena di montaggio "cugina della cugina della cugina della vicina di casa".

Ma forse questo non basta!

Il riutilizzare vestiti delle mie amiche non mi hai mai fermato dal comprarne dei nuovi (a prezzi veramente modici all'onor del vero) e dall'accumularli nel mio piccolo armadio.
Altra questione sono i libri: per quelli non trovo soluzione. Non riesco a leggere libri di altre persone a cui dovrò restituirli poco dopo. Non riesco a sopportare lo strappo della rottura (in effetti sembra la descrizione di una storia d'amore!) e preferisco comprarli sin dal principio ed accumularli nella mia stanza 2 x 4.
Per i libri non credo che riuscirò a modificare il mio atteggiamento (tanto meno per i dizionari e le grammatiche di ogni genere) ma per il resto quest'anno potrebbe essere l'inizio di un cambiamento mentale.

Vi terrò aggiornati!
Chissà se queste letture casuali non cambino il mio punto di prospettiva...

venerdì 20 gennaio 2012

Bisognerà pur cominciare... perciò armata delle migliori intenzioni oggi ho deciso di scrivere il mio primo post. Proprio oggi, il giorno prima della laurea di Flovia che domani discuterà una tesi sulla didattica museale e sul suo ruolo nel panorama culturale italiano. Sarà l'ennesima sognatrice a mettersi in fila tra i laureati in lettere pieni di buone intenzioni per il futuro. Due anni fa c'ero anch'io nelle sale della Sapienza a chiedermi cosa sarebbe stato di me dopo quei cinque anni di studio dedicati a scrittori e parole di una lingua non mia. Viaggiavo con i miei sogni e mi scontravo con la realtà mentre prendeva piede la consapevolezza di quello che avrei voluto fare negli anni a venire. Da quel giorno ho riflettuto molte volte sul significato dell'affermazione "la passione dovrebbe essere il motore delle nostre scelte" e sul senso di soddisfazione che provo mentre gioco con parole di lingue diventate sempre più mie. Non smetterò di farlo e credo sia un buon punto di partenza per poter cominciare a domandarsi "cosa voler fare da grandi" mentre cerco di far crescere quell'officina di parole nata sulla mia grande e nuova scrivania bianca.

In bocca al lupo Flovi!

Una buona canzone da ascoltare mentre questo venerdì sera prende pian piano piede.
http://www.youtube.com/watch?v=Pm2BKO3SqPw&feature=share