Il titolo di questo post sono le stesse parole che hanno caratterizzato la mia giornata.
Vedendo il documentario girato dalla mia amata amica Manuela ho ricordato le nostre conversazioni avute via skype durante la sua creazione.
Conversazioni sostenute per lo più di notte (lei è insonne per vocazione ed io per necessità). A volte, con molta fortuna, anche in compagnia di un buon bicchiere di vino. Conversazioni tenute in diverse case. Le nostre (cambiate più volte) e quelle di compagni, amici e conoscenti. Conversazioni disturbate dalla mia incapacità di stare ferma davanti al microfono. Conversazioni incentrate su lavoro, cadute, risalite, pianti, urla, soddisfazioni, crisi economiche (personali e non mondiali), solitudine, amicizie lontane, lavoro autonomo, tasse, traduzioni, scrittura, libri, film, studio, master fatti e master da fare, stanchezza, resistenza, colleghi, mancanza di colleghi... fatica e passione.
Sono orgogliosa di lei. Penso sia chiaro. Ma sono soprattutto orgogliosa di noi. Di quel noi che cerca di non arrendersi e che cerca di trovare il proprio angoletto dove potersi sistemare e creare. Ci sosteniamo soprattutto nelle giornate "no"... e ce ne sono tante. I km di distanza non aiutano ma ho imparato a gestirli (non sempre).
Oggi regalo le mie parole ed un angolo del mio blog al suo lavoro.
Per chi vorrà, è possibile vedere il suo documentario cliccando su questo link:
In Memori@m
Dimenticavo, lei è l'unica amica con cui parlo del mio lavoro "seriamente".
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