martedì 4 dicembre 2012

Fase creativa-confusionaria

Delle volte si comincia e delle altre si ricomincia.

Fa parte del nostro lavoro.

Trovare, creare e sviluppare nuove idee.

Ogni freelance si è trovato davanti a un foglio bianco pronto per cominciare una mappa concettuale e per capire come sviluppare il proprio progetto.

A volte però i progetti sono più di uno e la scrivania è sommersa da fogli bianchi ormai pieni di parole.

È in quel momento che, come un mantra, ci ripetiamo che nel nostro caos creativo bisogna pur trovare un ordine ed una logica.

Mi trovo in questa fase creativa-confusionaria e chissà che a breve non vi sappia dire di più.



Oggi voglio farvi ascoltare una canzone che tanti anni fa è arrivata nella mia vita forte e decisa come lu ientu del Salento.

Sogna fiore mio

martedì 27 novembre 2012

Da freelance a freelance.

Ieri sera vedendo Wonder woman freelance ho riflettuto (per l'ennesima volta) sulla mia condizione lavorativa.

Mi sono resa conto di sentirmi meno sola e più forte ma allo stesso tempo anche molto triste.

Vedevo scorrere davanti a me una serie di domande in attesa di una risposta "quando finirà? quando sarà dato un prezzo equo al nostro lavoro? quando ci si renderà conto che esiste anche un lavoro così nascosto come quello del traduttore? quando non dovrò più giustificarmi nello spiegare che non faccio nient'altro? quando potrò deporre le armi e smettere di difendere continuamente la mia professione?".

Ovviamente non ci sono risposte e forse non ne avrò mai.

Continuo il mio lavoro come una formichina laboriosa ed instancabile aspettando che arrivi prima o poi il giusto riconoscimento.

Vi consiglio di concedervi 15 minuti per guardare il video di questa giornalista perché lei ci crede ancora e direi che non è poco.




domenica 21 ottobre 2012

Domande.

Venerdì ho letto un post che mi ha fatto molto riflettere. Precisamente questo Minimo (buona lettura!).

Domande, semplicemente domande. Ma è pur vero che la chiave di tutto è nelle giuste domande. 

Ognuno di noi poi sceglie come e quando (e soprattutto se) darsi delle risposte. Le risposte a quel punto sono solo tue e ti aiutano a porti altre domande. 

Questa è la maniera più semplice ma allo stesso modo più complessa per continuare a definirsi un essere pensante nonostante quello che accade fuori dal nostro controllo.

Le mie domande. 

Quand'è l'ultima volta che...

- avete pensato che il tempo si potesse fermare proprio in quell'istante?

- vi siete illusi che tutto potesse tornare come prima?

- avete mostrato le vostre fragilità senza aver paura di perdere la vostra "muraglia di sicurezza"?

- avete pensato che comunque sia andata ne è valsa la pena?

- vi siete perdonati?

- vi siete detti: "forse non è tutta e solo colpa mia"?

- vi siete commossi davanti ad un gesto d'amore (non necessariamente nei vostri confronti)?

- avete concesso 5 minuti del vostro tempo ad ascoltare un estraneo che aveva bisogno solo di parlare con qualcuno?

Ne avrei tante altre... Passo la mia vita a farmi domande e camminando da sola a volte trovo anche delle risposte.

Grazie elle per avermi dato la possibilità di cercare ancora nuove risposte in questa domenica mattina.





venerdì 5 ottobre 2012

Guten Tag!

Ho iniziato ufficialmente il corso di tedesco ed ancora non ci credo!

Dopo una vita passata sui libri di francese e portoghese, ascoltando la voce così melodica di brasiliani incontrati per caso, ripetendo e ripetendo parole francesi dalla pronuncia delicata e "leggera", ora mi ritrovo davanti a un libro posto vicino al mio portatile che mi dice "studiami!".

La novità dov'è???

Direi che è nella mia voglia di aprire quel libro e di capire una lingua che aveva già incrociato la mia vita e che non era riuscita a farne parte.
Le situazioni cambiano, le persone un po' meno... ma la vita rimane pur sempre una delicata questione di tempistiche ed ora ho capito che è giunto il momento di affrontare anche questa avventura.
Uso la parola "avventura" perché di questo si tratta quando una persona si trova a voler scoprire una lingua e tutto ciò che la circonda.

Adoro il brivido della prima lezione! Sei un contenitore da riempire e tutto ti sembra così nuovo ed entusiasmante. Nel mio lavoro ho la fortuna di ritrovare questo sentimento ogni volta che risolvo un problema traduttivo aggiungendo un ulteriore pizzico di conoscenza al mio contenitore.

PS. Questa foto è molto significativa e credo che a breve verrà riproposta... si aspettano ulteriori sviluppi! :)



martedì 4 settembre 2012

Benvenuto Settembre!

Direi che è proprio il caso di dire "Benvenuto Settembre!" anche se qui, viste le condizioni climatiche, sembra già arrivato Ottobre. Il telegiornale dice che a breve ritornerà il caldo. In verità è tutta l'estate che il telegiornale annuncia solo (e dico solo) cambiamenti climatici.

Per quanto mi riguarda questi cambiamenti climatici sono tradotti in: accendere o no il ventilatore (come ho già specificato sono contro il condizionatore), sudare 7 camicie (oltre a quelle sudate solitamente) mentre cerco la soluzione traduttiva alla parola "impossibile" e diventare un tutt'uno con il mio portatile (sciogliendomi sulla tastiera). Per il resto, queste informazioni cambiano molto poco il mio ritmo di lavoro perché se ho un progetto da finire, condizioni climatiche a parte, va finito nel migliore dei modi e basta!

PS. è arrivato Settembre e non ho dimenticato i miei progetti post-estate! Nel week-end insieme alla mia amica cercherò di stabilire la struttura concreta per la nostra idea e credo che un solo bicier de vin non sarà sufficiente! :)


Ascoltate il nuovo progetto di Niccolò Fabi. La sua voce a volte si intreccia con la mia mentre parlo con un dizionario che non mi aiuta a trovare la soluzione migliore.

Ad ognuno le proprie idee!

http://www.youtube.com/watch?v=dtfhK4eRtwg&sns=fb





Di ritorno da Grado.

martedì 24 luglio 2012

Anche questa è estate.

Bora, calo di temperature e pioggia a parte siamo in estate e bisogna focalizzarsi sui progetti da intraprendere a settembre quando questo non-caldo sarà passato, qualche giorno di riposo sarà finito e l'odore del mare sarà portato via dal ritorno alle scarpe chiuse.

Voi a cosa state pensando? Su cosa avete bisogno di focalizzarvi?

Ho scritto "bisogno" perché ci sono momenti in cui c'è l'effettiva necessità di focalizzarsi su un nuovo progetto. Nel mio caso vivo questa sensazione 365 giorni all'anno più o meno da quando sono nata o per essere precisa da quando il primo giorno di scuola materna ho conosciuto Valeria. Il mio primo ricordo è associato a quel momento ed è da lì che normalmente parte qualsiasi discorso autoreferenziale.

Sentimentalismi a parte, mi trovo a fare i conti con i nuovi progetti che sto costruendo nella mia testolina discutibilmente equilibrata.

Questa volta ho la voglia e la necessità di condividerli con un'amica nonostante gli 800 km di distanza. Ma in questi ultimi anni ho imparato il valore aggiunto della lontananza e la forza di chi crede di poterla abbattere (viva la tecnologia e le chiamate nazionali solo con lo scatto alla risposta!).

A Settembre vi saprò/sapremo dire meglio e credo che con molta fantasia e lavoro possa diventare un progetto molto "fashion"!

PS. Mentre stavo scrivendo ho scoperto che al piano di sotto abita una ragazza brasiliana. Sentirla parlare con la sua musicalità così familiare mi ha fatto sorridere e ricordare anni di studio e di passione.

Della serie: anche questa è estate.




martedì 26 giugno 2012

Fatica e Passione.

Il titolo di questo post sono le stesse parole che hanno caratterizzato la mia giornata.

Vedendo il documentario girato dalla mia amata amica Manuela ho ricordato le nostre conversazioni avute via skype durante la sua creazione.

Conversazioni sostenute per lo più di notte (lei è insonne per vocazione ed io per necessità). A volte, con molta fortuna, anche in compagnia di un buon bicchiere di vino. Conversazioni tenute in diverse case. Le nostre (cambiate più volte) e quelle di compagni, amici e conoscenti. Conversazioni disturbate dalla mia incapacità di stare ferma davanti al microfono. Conversazioni incentrate su lavoro, cadute, risalite, pianti, urla, soddisfazioni, crisi economiche (personali e non mondiali), solitudine, amicizie lontane, lavoro autonomo, tasse, traduzioni, scrittura, libri, film, studio, master fatti e master da fare, stanchezza, resistenza, colleghi, mancanza di colleghi... fatica e passione.

Sono orgogliosa di lei. Penso sia chiaro. Ma sono soprattutto orgogliosa di noi. Di quel noi che cerca di non arrendersi e che cerca di trovare il proprio angoletto dove potersi sistemare e creare. Ci sosteniamo soprattutto nelle giornate "no"... e ce ne sono tante. I km di distanza non aiutano ma ho imparato a gestirli (non sempre).

Oggi regalo le mie parole ed un angolo del mio blog al suo lavoro.

Per chi vorrà, è possibile vedere il suo documentario cliccando su questo link:

In Memori@m


Dimenticavo, lei è l'unica amica con cui parlo del mio lavoro "seriamente".