Ieri sera vedendo Wonder woman freelance ho riflettuto (per l'ennesima volta) sulla mia condizione lavorativa.
Mi sono resa conto di sentirmi meno sola e più forte ma allo stesso tempo anche molto triste.
Vedevo scorrere davanti a me una serie di domande in attesa di una risposta "quando finirà? quando sarà dato un prezzo equo al nostro lavoro? quando ci si renderà conto che esiste anche un lavoro così nascosto come quello del traduttore? quando non dovrò più giustificarmi nello spiegare che non faccio nient'altro? quando potrò deporre le armi e smettere di difendere continuamente la mia professione?".
Ovviamente non ci sono risposte e forse non ne avrò mai.
Continuo il mio lavoro come una formichina laboriosa ed instancabile aspettando che arrivi prima o poi il giusto riconoscimento.
Vi consiglio di concedervi 15 minuti per guardare il video di questa giornalista perché lei ci crede ancora e direi che non è poco.