lunedì 14 maggio 2012

Le due facce della medaglia.

La parte divertente del mio lavoro? 

Ritrovarsi a spiegare il concetto di "tuttologa" e vedere negli occhi dei tuoi interlocutori la profonda convinzione di parlare con la nuova "Wonder Woman" che quotidianamente (diciamo) affronta parole tecniche sempre diverse e che riesce anche a tradurle (dopo varie crisi di nervi e discussioni con il monitor che purtroppo, o per fortuna, non può rispondere).

La parte meno divertente? 

Quando ti trovi a spiegare per l'ennesima volta a persone che dovrebbero aver capito il tuo lavoro ed il suo ipotetico ruolo nella società che tu lavori, che oltre al traduttore fai anche il traduttore (è vero, faccio altre cose ma sono comunque un traduttore) e che in quanto tale non cerchi una scrivania presso un ipotetico ufficio, che il tempo che non dedichi alla traduzione (nel senso di lavoro vero e proprio) lo dedichi a tutto quel che circonda e supporta il tuo lavoro e che perciò non stai cercando un altro lavoro per riempire dei vuoti esistenziali perché hai già il tuo sogno ed ogni giorno cerchi di portarlo avanti nel migliore dei modi.

Questa è la parte peggiore ed è quella che ancora non riesco a giustificarmi.

Per il momento l'unica soluzione che ho trovato è borbottare da sola girando per le strade di Trieste.
Ahimè, non in triestino ma chissà che un giorno non ci riesca...



Il Nuovo Doria, dizionario del dialetto triestino:
Fu-fù: 1) avv. in fretta, su due piedi; 2) agg. inv. frettoloso.

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