venerdì 10 febbraio 2012

Brasil.

Lo ammetto: questo post sarà una terra di mezzo tra la traduzione ed il gossip.

Da circa un mese alla radio, alla televisione (ora non ce l'ho ma vale il tempo al passato "ascoltavo"), nel locale di turno dove vado quando "stacco" dal computer/lavoro o nel negozio in cui vado per non comprare nulla (gli intenti espressi nel voler combattere il consumismo sono tuttora validi) ascolto sempre la stessa canzone di sottofondo, canzone che ahimè conosceranno in molti (anche senza volerlo): "Ai se eu te pego".

Ora capisco che la questione è molto complessa (scherzo ovviamente) ma trovarmi per strada a riflettere sulla traduzione del verbo "pegar" nel contesto della canzone mi ha fatto porre molte domande tra le quali: riuscirò mai a staccare la spina dal mio lavoro/passione (che come i tutti i lavori ha i suoi pro ed i suoi contro)??? Sinceramente non credo (aggiungerei per fortuna).

Questa canzone mi ricorda tutte quelle che ho cantato con le bambine del centro in cui ero ospitata nel bel mezzo della foresta amazzonica. Ammetto che non rappresentano le canzoni della mia "saudade" ma fanno pur sempre parte dei miei ricordi brasiliani.

Questa foto è il mio Brasile e mi manca molto.



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